Il permesso di soggiorno

Il 16 luglio dopo mesi di patimenti abbiamo finalmente ottenuto l’agognato permesso di soggiorno e questo è sicuramente un evento degno di essere menzionato, fino alla fine abbiamo rischiato di perdere l’ennesimo biglietto aereo per le tempistiche della questura di Istanbul. Speriamo che tutto ciò crei un precedente per il futuro.

Giovanna

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Buon viaggio ad un amico iracheno

Questo mese è arrivato il momento di dire arrivederci a uno dei ragazzi iracheni che lavora come interprete alla Caritas. Per me lui è la prima persona che ottiene lo status di rifugiato e viene riferito agli USA e in questi mesi una persona che al di fuori dell’orario di lavoro ho avuto l’opportunità e il piacere di conoscere.

Abbiamo organizzato una festa di addio in suo onore e se da una parte il fatto che lui stia finalmente per coronare un sogno ci rende felici allo stesso tempo è evidente che non sarà facile per lui lasciare la sua vita qui e ricominciare tutto da un’altra parte. Questa festa mi ha messo davanti agli occhi le due facce della medaglia e mi ha fornito un’esperienza tangibile di quello che negli ultimi mesi ho cercato di capire teoricamente o che quanto meno ero riuscita a capire fino a un certo punto con le homevisits (consapevole del fatto che la sua situazione non è problematica come quella di altre persone qui a Istanbul) Qui si aspetta anni in attesa di una risposta e nel frattempo in un modo o nell’altro vivi o sopravvivi. . . adesso però è il suo turno. . . è in partenza e posso solo augurargli il meglio e ringraziarlo tra le altre cose per aver fatto parte di una pasqua “alternativa” passata a festeggiare la ricorrenza con balli iracheni. Buon viaggio!

Giovanna