La presenza dei turchi in Italia

All’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul (IICI) si è tenuta ieri la presentazione del libro Italia araba del Prof. di Storia Medievale all’Università di Bologna Alessandro Vanoli.

Un incontro appassionanate durante il quale l’excursus storico è stato raccontato a partire da immagini di splendidi beni culturali italiani in cui l’influenza turca è evidente, in Sicilia soprattutto ma non solo. Le inflessioni arabe qui toccano anche la lingua (basti pensare al detto usato in periodo di dominazione musulmana “madonna li turchi”) e la gastronomia.

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Una Turchia che cambia!

Venerdi’ scorso io e Claudia abbiamo partecipato a una conferenza veramente interessante sui cambiamenti operati in Turchia dall’inizio del terzo millennio intitolata ‘Una Turchia che cambia!’ organizzata dall’Unione dei Religiosi e Religiose di Turchia (URT).

Si é trattato di un’intera giornata che ha visto ospiti e relatori professori universitari turchi e stranieri come Jean-Fançois Pérouse dell’Università di Galatasaray e direttore di IFEA, il sociologo Didem Danış e Hakan Yücel, sempre dell’Università di Galatasaray e Dilek Yankaya del CERI & Sciences Po. di Parigi.

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Yasta, lutto

Ieri, oggi e domani in Turchia è lutto nazionale.

Sappiamo che anche i tg italiani hanno parlato della tragedia avvenuta nella miniera di Soma. Non so bene però in che modo ne hanno parlato (non abbiamo la tv in casa, solo ogni tanto ascoltiamo il telegiornale in streaming).

Ce ne ha parlato per primo Antonio, di ritorno dalla questura per ricevere qualche informazione in più circa i documenti che dobbiamo preparare per ricevere il permesso di soggiorno (ikamet). Non ne so molto di più, pur stando qui, ma la questione della sicurezza dei lavoratori in miniera è un tema caldo e più volte discusso in Turchia. E l’accaduto ha assunto dei toni politici, come spesso accade e forse è inevitabile.

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Soup Kitchen

Il mercoledì prestiamo servizio presso una rete che si occupa di servizi sociali per profughi di diverse nazionalità arrivati qui a Istanbul.

In particolare, aiutiamo a cucinare e a servire il pranzo. Poi ci si ferma a gustarlo tutti insieme. Il menù di mercoledì scorso era: Iranian soup. Vi presentiamo la ricetta perchè è davvero deliziosa.

L’originale si chiama Ashe Reshteh, è a base di ceci, fagioli, yogurt e contiene pezzi di pasta tipo spaghetti/noodles; la variante -diciamo turca- contiene i mantì e manca degli spinaci e delle lenticchie.

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Santo Stefano dei Bulgari e altro

Settimana intensa anche questa. Pasquetta l’abbiamo festeggiata insieme ai frati e al loro amico tedesco, ex-prete (ora in pensione) e coinquilino Nicola, che ci ha offerto un magnifico pranzo su una splendida terrazza qui a Galata.

Le terrazze sono ricorrenti a Istanbul, almeno qui nel distretto di Karaköy. Diversi ristoranti, locali serali e appartamenti ne dispongono. La particolarità è che salendo le scale per arrivarci, si possono incontrare diverse cose (toilette e sale da cucina, ma anche piccole moschee) e ambienti; talvolta   -come nel caso di lunedì- si può accedere a veri e propri salottini con tanto di poltrona per scattarsi una foto!

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Prima settimana a Istanbul

Eccoci. Abitiamo proprio lì, sotto la torre di Galata. Un ottimo punto di riferimento per non perdersi nella grande città. Lì, su uno dei sette colli, che quasi ci fa sentire a Roma.

La foto è stata scattata con la Moschea Nuova alle spalle, dall’accesso meridionale al ponte di Galata: l’ultimo (o primo) dei tre con cui si può attraversare il Corno d’oro. Quella ramificazione del Bosforo che divide il lato occidentale della città in nord e sud.

Abitiamo lì, nel quartiere genovese e abbiamo i gabbiani sempre sopra la testa.

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