Prospettive bosniache

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Rivalutare luoghi meravigliosi, accogliendo ricordi di eventi che mai sarebbero dovuti accadere…

Rigenerarsi a contatto con la natura…

La curiosità di una ragazza: “You are not a turist, are you?” e la consapevolezza che la nostra presenza viene notata…

Raccontare all’infinito chi siamo e cosa facciamo…

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Passeggiare e fermarsi per un caffè – o si trattava di una rakja? – da una signora appena incontrata…

Sfogliare fotografie, collegando qualche parola in bosniaco e linguaggio non verbale…

Ricevere proposte di matrimonio per nipoti ventenni e un’imprecazione colorita al: “Ja imam muža”…

Nonostante qualche difficoltà, sentirmi a casa anche qua.

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Riflessione sulla libertà

Libertà di movimento. Questo è uno dei diritti di cui i cittadini della Bosnia Erzegovina si sentono maggiormente privati. Su due diversi fronti.

Il primo riguarda l’attesa della liberalizzazione dei visti che porterà all’entrata del paese nell’area Schengen, ma a tutt’oggi sempre e soltanto promessa (le ultime voci parlano del 2 giugno prossimo). Questa situazione pesa ancor di più dal momento che i paesi confinanti e tutti i cittadini bosniaci con passaporti serbi o croati non sono invece soggetti a tale restrizione. Continua a leggere

POLAKO, POLAKO VERSO LA BOSNIA

Il 10 dicembre mattina, da Milano, è salpata l’auto che ha accompagnato verso l’avventura bosniaca di servizio civile Ellen (26 anni di Roma) e Vittorio (24 anni di Milano). A bordo, anzi al volante, Daniele Socciarelli, il “Grande Fratello” dall’Italia per i due servizi civili durante tutto l’anno, e specialmente durante i primi due mesi (infatti al momento, un progetto IPSIA in Bosnia ancora non è iniziato). Il progressivo avvicinarsi alla meta e la presenza di Daniele hanno permesso ai due novelli servizi civili di calarsi gradualmente nella curiosa (e spesso complessa) realtà bosniaca. Continua a leggere