Antivigilia

Skopje, 22 dicembre 2012. Arriviamo in città addirittura con due giorni d’anticipo rispetto al volo del rientro natalizio, che sarà la vigilia, non sia mai che lo perdiamo… Comunque siamo alla sera del 22 dicembre, mancano due giorni al volo, Skopje la conosciamo già: che si fa domani? Bocciato lo shopping prenatalizio, bocciato il tour alla Millennium Cross (la croce più alla del mondo che domina la città. Nella fattispecie, visto il maltempo, domina uno strato di nubi).

Non ci resta che Shutka, in macedone Šutka, o più correttamente Šuto Orizari ( in Romanes Shuto Orizari).

Ne avevamo già parlato, avevamo già detto ci sarebbe piaciuto andare in quella che le stime dicono essere la municipalità Rom più grande d’Europa. Perché con le comunità Rom abbiamo avuto a che fare in Kosovo, perché la loro condizione in tutti i Balcani è critica e perché questo posto deve essere a suo modo ‘unico’. Guardo Alice e capisco che non ci sono alternative.

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La bellezza di ogni giorno

Raccontare non sempre è semplice. Il racconto nasce più facilmente quando è in qualche modo legato a qualcosa di “straordinario”, inteso nel senso più letterale del termine: un evento non comune che stravolge ogni previsione. Al contrario, il racconto a volte si perde quando quello che vivi, pur speciale che sia, diventa sempre più “quotidiano”, quando fa parte delle tue giornate e diventa pienamente tuo.

Questo non perché non ci sia più niente da scoprire, da osservare o da capire, ma solo perché ogni emozione è un tassello in più di un puzzle che ormai ha preso la sua forma, solida, concreta e bellissima. Continua a leggere