PENSIERI DI VIAGGIO

Sto viaggiando. Sto viaggiando in un percorso temporale anziché fisico. Tutto è un emozione che continua a mutarsi anche nel tempo in cui paio immobile. Il tutto si protrae verso una coscienza che ogni giorno si delinea più chiara e definita”

Al ritorno da uno dei miei ultimi viaggi fisso il finestrino del machimbombo (trasporto pubblico locale)  che velocemente mi sta riportando ad Inhassoro. Banalmente scruto il cielo africano che accompagna i miei pensieri. Come compagno di viaggio mi ritrovo uno studente, con il quale scambio qualche rapida conversazione sul suo andamento scolastico e sulla città di sua provenienza, poi, torno a focalizzarmi sull’orizzonte celato dal finestrino. Ritrovo il cielo proprio dove l’avevo lasciato.

Azzurro, soleggiato e colmo di nuvole, che mi paiono rincorrersi  spensierate.

Per gioco, mi concentro sui particolari e provo a paragonare tutto questo al cielo e ai segnali che avrei ritrovato in esso al ritorno da una qualsiasi scampagnata in montagna fatta nel mio cuneese. Le immagini sono opposte, cosi come lo scorrere delle cose, che qua pare più veloce, fragile e del tutto volubile.

In alto le nuvole si inseguono alla ricerca di una tempesta perfetta con la quale saziare la terra ormai arida, rossa e infuocata. Il sole alto e bianco sovrasta il cielo, controlla lo scandire del tempo e a suo piacimento regola luce, calore, energia e sudore.

Tutto si muta velocemente, l’equilibrio è precario, legato ad un filo (magari rossi come la terra). Misero è il tempo delle nuvole per unirsi e dare avvio ad un temporale.

Nel cielo infondo vedo la vita e nelle nuvole la gente africana.

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RITORNA LO SPETTRO DELLA GUERRA CIVILE IN MOZAMBICO

Nell’ultima settimana, in Mozambico, la situazione di tensione politico-militare che si protrae ormai da circa un anno sta degenerando in un’escalation di violenza a causa dell’annuncio di sospensione del cessate fuoco da parte del leader del partito di opposizione della Renamo, Alfonso Dhlakama.

L’accordo stipulato con il governo lo scorso 7 maggio è riuscito solamente per un paio di settimane a calmare la situazione di guerriglia che imperversa nel centro del Paese. Proprio negli ultimi giorni, gli attacchi armati messi in atto dai ribelli, nel tratto di strada nazionale tra il Rio Save e Maxungue, nella provincia di Sofala, si stanno ulteriormente intensificando, provocando un numero di vittime sempre maggiore. Da mesi, in questa zona è possibile viaggiare solamente in colonne organizzate di auto e camion, scortate dalle forze militari governative.

 

carta scontri moz

Negli ultimi giorni continuano ad arrivare preoccupanti notizie di attacchi violenti rivolti non più solamente a questa colonna, ma sull’intera provincia. Tale intensificazione è dovuta all’arrivo, nella zona di conflitto, di un numero sempre maggiore di militari del Governo, mandati con l’obiettivo di stanare il leader dell’opposizione. Voci non ufficiali parlano di centinaia di morti tra militari e civili, anche se risulta difficile reperire informazioni precise poiché, lo stesso governo ha vietato la diffusione di notizie riguardanti il numero di morti e feriti.

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La gioia per le piccole cose

Dopo tre settimane dall’arrivo in Mozambico, il numero di sensazioni provate e l’intensità di vicende accadute sono tali da riuscire ad alterare la percezione dei giorni passati qui ad Inhassoro. Ad oggi, risulta difficile spiegare questa “alterazione” temporale, probabilmente causata dalla quantità di informazioni  e novità registrate in così poco tempo. Si è passati in breve dalle celebri emozioni cosidette “on the road”, dovute al viaggio e alla scoperta di nuovi orizzonti (in parte simili a quelle provate l’anno passato quando ho scoperto questa realtà per la prima volta), a quelle legate all’idea di permanenza in un nuovo ambiente ancora non del tutto definito.

Ecco che allora, superato un breve periodo d’inserimento nel contesto, è avvenuto un primo importante cambiamento psicologico che ci ha portati a totalizzare quella che è e che sarà la vita in questo straordinario angolo del Mozambico.

A poco a poco si realizza che si dovrà convivere con una nuova realtà fatta di nuovi ritmi, abitudini, problemi e soddisfazioni totalmente differenti e impensabili nella società europea. Le più evidenti sono sicuramente la durata della giornata, i nuovi cibi, le modalità di lavoro, la difficoltà di affrontare ogni piccola questione burocratica, la consapevolezza del nostro impatto in un mondo che non ci appartiene, il costante e imperterrito rimbombo della musica con i vibranti canti accompagnati dai balli tradizionali, la sovranità del mercato, l’importanza della luce e dell’acqua nella vita di ogni giorno e, per ultimo, lo straordinario tramonto che introduce il profondo buio delle notti africane.  Ciascuno di questi temi sarebbe degno d’incantevoli documentari, o d’interi capitoli di libri antropologici o ancora, di riflessioni inserite in fantastici romanzi come quelli di Josè Saramango, capaci di non far staccare mai gli occhi del lettore dalle pagine del libro. Continua a leggere

Formazione servizio civile

 

Attraverso strade e percorsi assai differenti martedì 4 marzo noi dodici ragazzi selezionati da Ipsia per svolgere il servizio civile all’estero ci siamo ritrovati in quella che, per due settimane, è stata in via formale parte della sede di formazione per il progetto “Cooperando per uno sviluppo comunitario e sostenibile” e, in via del tutto più informale, il nostro riparo sotto il quale abbiamo dato vita a nuove conoscenze ed esaltanti scambi di rapporti umani. Continua a leggere