Ultimi giorni in Kenya…

Guidare di notte lungo una strada secondaria dell’entroterra keniota è un’esperienza inebriante. La sonora e monotona musica Swahili “a palla” nello stereo, finestrino abbassato e aria tra i capelli, fari che mi vengono incontro, fendendo il buio totale, accecandomi ma illuminando anche le persone che, imperterrite, camminano sul ciglio della strada e una distesa di stelle, perfettamente visibili nonostante gli abbaglianti. Il buio completo che mi circonda, testimone di una vegetazione selvaggia ancora intatta, e questo cielo, così luminoso e vicino, mi trasmettono una sensazione di pace e di stupore allo stesso tempo: mi sento piccola, un puntino che si muove all’interno di un mondo e un universo inconcepibilmente vasti. E i miei occhi e il mio cuore attingono da questo momento e si riempiono di felicità.

?????????? Continua a leggere

Annunci

Pensieri, vecchi e nuovi, da un luogo fuori dal tempo

Riprendendo alcune considerazioni che avevo buttato giù prima di partire per l’Italia, provo a scrivere un articolo per conto mio perché forti sono le sensazioni provate nell’ultimo periodo.

Abbiamo scoperto delle cascate incantevoli, ci siamo improvvisate etichettatrici di marmellate e sgusciatrici di carcadè, abbiamo raccolto camomilla e piantato pomodori e ci siamo inserite nel contesto ogni giorno di più.

Abbiamo consolidato una quotidianità che ci dà stabilità e ci fa sentire a casa, con le giornate che corrono via tra mille impegni e pensieri diversi, tra il lavoro per la cooperativa e quello per l’Italia, nonché il lavoro di metabolizzazione della realtà che, a volte, si impone nelle nostre vite quotidiane e ci destabilizza.

Le cose che vediamo ogni giorno, soprattutto, mi rimangono impresse nelle pupille come mai mi era accaduto prima.

Ho visto un tizio in bicicletta, attaccato con una mano ad un camion, che si faceva tranquillamente trasportare su per una salita. Ho visto dei piccoli cuccioli d’uomo curvi sotto il peso della catasta di legna che stavano trasportando sulla schiena o dei barili d’acqua che portavano sulla testa, ma anche sotto il peso di zaini più grossi di loro, andando o tornando da scuola mentre camminavano da soli lungo la strada, come fossero adulti poco cresciuti. Ho visto i bambini più grandi prendersi cura di quelli più piccoli, bambine tenere in braccio i fratellini come fossero figli, e altre solo un pochino più cresciute tenere in braccio figli che avrebbero dovuto essere fratellini.

Ho visto una donna, un’amica, con la faccia livida per le botte ricevute dal marito, tornato a casa ubriaco una sera. Ho visto la rassegnazione negli occhi suoi e di tutte le altre donne che le erano intorno.

Ho visto uomini che dormivano sul ciglio della strada, donne che dormivano sui banconi del mercato, bambini che giocavano con uno pneumatico o con una macchinina fatta di bottiglie di plastica. Bambini pastori, tanti, che percorrono chilometri e si prendono cura delle capre o delle mucche, passando l’intera giornata all’aperto, in solitudine. Che genere di pensieri può fare quel bambino? Cosa si pensa quando non si ha nessuno con cui parlare?

DSCN5420 Continua a leggere

Alla scoperta, camminando è meglio!

Eccoci di ritorno a casa, stanche ma soddisfatte di questa bella giornata che ci ha portato, dopo una lunga camminata, ad ammirare un paesaggio mozzafiato: il punto in cui il fiume Kithino si immette nel fiume Mutonga.

Il motivo della gita era di andare a visitare una contadina e la sua shamba (campo coltivato) e farci spiegare da lei come riesce a produrre i pomodori, che in questa zona incontrano tante difficoltà. La Meru Herbs, infatti, vorrebbe aprirsi a questa coltivazione per la produzione dei sughi e per differenziare la propria offerta: circola, ad esempio, l’idea di iniziare ad esportare pomodori secchi sott’olio, sul mercato italiano ma non solo.

Continua a leggere