In un treno di Africa

Il treno fischia, rumore insolito in una natura carica di suoni naturali come quella del mato mozambicano. Il treno viaggia lento, rispecchiando l’andatura delle persone che, ai bordi delle strade, nelle città come nel bel mezzo della campagna, non corrono mai ma percorrono la loro via con pazienza e tranquillità, con la schiena pesante e la testa carica di legna, acqua o qualsiasi cosa da condividere con la propria famiglia. Anche il treno procede carico di borse, zaini, bagagli, sacchi, in un disordine di colori che quasi stona con l’incredibile tranquillità e compostezza delle persone che sono sedute nella carrozza: una cosa strana per i mezzi di trasporto locali. La maggior parte delle persone dorme; uomini, donne, bambini, un sonno leggero, un sonno lieve perché ad ogni scossone gli occhi stanchi si aprono un po’, per poi richiudersi vinti dalla stanchezza e dalla pesantezza del viaggio. I visi sono provati, segnati da una vita dura, che non ti regala niente.

DSCN1487

Un bambino è sveglio e con i suoi occhi grandi e profondi mi fissa, mi studia e poi accenna un sorriso. Chissà se la luce nei suoi occhi potrà essere un faro per questa Africa. Africa che, ancora assopita, non si preoccupa troppo di quello che succede intorno, Africa che, come ogni passeggero del treno, vinta dal caldo e dalla fatica, si lascia trasportare dagli eventi e da quelli che hanno tutto il mondo nelle loro mani. Africa che, come il treno procede lento, caricando persone ad ogni fermata, senza lasciare indietro nessuno, senza sapere quando si arriverà alla destinazione, né quanto tempo ci vorrà. Africa che non ha ancora la forza, l’energia e la capacità per farsi strada nel mondo, Africa che passivamente sta a guardare e, come i passeggeri del treno guardano il panorama che scorre dal finestrino, lascia che piano piano gli altri si accaparrino tutte le risorse di cui questa terra è ricchissima e di cui probabilmente la gente non conosce il vero valore. Svegliati Africa! Svegliati! Come il bambino che vigila sul panorama che scorre. Svegliati per un futuro da prendere in mano e non lasciare solo agli altri che dell’Africa ne abusano senza esserne parte. Svegliati Africa, prendi consapevolezza di quello che hai e di quello che puoi! Con questi pensieri nella testa, il treno si ferma e come d’incanto tutte le persone si animano, si alzano, parlano, anzi gridano per attirare l’attenzione delle decine di venditori che si accalcano ai finestrini. Ed è qui che scoppia la vita, come un boato che riempie le orecchie ma anche gli occhi di un insieme di colori vivaci e perfetti, un movimento anzi, un balletto di capulane di tutte le tinte a coprire elegantemente i capi delle signore che allungando le braccia cercano di fare affari e comprare una banana, una bibita o del pane.

persone treno

Il treno riparte ed ognuno al suo posto guarda e gusta sorridendo quanto appena comperato. Fuori dal finestrino ora non c’è più nessuno: qualche capanna di paglia, distese di verde, rigogliose piante da frutto. Se il cielo fosse azzurro potrei pensare di essere all’interno di un quadro, ma invece no, il cielo mi sorprende, è grigio, colmo di nuvole minacciose e cariche di pioggia, così inaspettato come quello che l’Africa mi ha riservato in questo anno. Mi ha sorpresa, mi ha avvolta di tutti i suoi colori ma anche stupita per la sua tranquillità, a volte addirittura innervosita per la sua inerzia e passività. Ad un primo sguardo mi ha rapita per la sua forza, la semplicità, la serenità e il calore che camminando per le strade si poteva percepire. Ora mi graffia l’anima per la sua capacità di rimanere a guardare, con una calma che, ai nostri occhi, non è neanche lontanamente pensabile. Una pazienza che, ancora mi chiedo, se sia necessaria per sopravvivere o sia la ragione, la causa del ritardo dell’Africa rispetto al mondo, come il treno che continua ad avanzare lento, tra gli occhi stupiti dei bambini dei villaggi che lo vedono passare e quelli stanchi dei passeggeri che hanno davanti a loro ancora un lungo viaggio da affrontare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...