PENSIERI DI VIAGGIO

Sto viaggiando. Sto viaggiando in un percorso temporale anziché fisico. Tutto è un emozione che continua a mutarsi anche nel tempo in cui paio immobile. Il tutto si protrae verso una coscienza che ogni giorno si delinea più chiara e definita”

Al ritorno da uno dei miei ultimi viaggi fisso il finestrino del machimbombo (trasporto pubblico locale)  che velocemente mi sta riportando ad Inhassoro. Banalmente scruto il cielo africano che accompagna i miei pensieri. Come compagno di viaggio mi ritrovo uno studente, con il quale scambio qualche rapida conversazione sul suo andamento scolastico e sulla città di sua provenienza, poi, torno a focalizzarmi sull’orizzonte celato dal finestrino. Ritrovo il cielo proprio dove l’avevo lasciato.

Azzurro, soleggiato e colmo di nuvole, che mi paiono rincorrersi  spensierate.

Per gioco, mi concentro sui particolari e provo a paragonare tutto questo al cielo e ai segnali che avrei ritrovato in esso al ritorno da una qualsiasi scampagnata in montagna fatta nel mio cuneese. Le immagini sono opposte, cosi come lo scorrere delle cose, che qua pare più veloce, fragile e del tutto volubile.

In alto le nuvole si inseguono alla ricerca di una tempesta perfetta con la quale saziare la terra ormai arida, rossa e infuocata. Il sole alto e bianco sovrasta il cielo, controlla lo scandire del tempo e a suo piacimento regola luce, calore, energia e sudore.

Tutto si muta velocemente, l’equilibrio è precario, legato ad un filo (magari rossi come la terra). Misero è il tempo delle nuvole per unirsi e dare avvio ad un temporale.

Nel cielo infondo vedo la vita e nelle nuvole la gente africana.

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