Bombardati..di emozioni!!

Siamo bombardati di emozioni. Il rientro in Italia, previsto per luglio per un periodo di formazione intermedia per noi volontari del servizio civile, è arrivato. E il primo traguardo è stato raggiunto, due mesi e mezzo in Africa, a lavorare in un contesto del tutto diverso, con persone e colleghi nuovi, con un coinquilino quasi sconosciuto ma davvero prezioso, con un clima stravolto e le onde del mare di sottofondo. Carica di pensieri sono arrivata in Italia dopo un viaggio di 24 ore, ho riabbracciato la mia famiglia e provato un’emozione fortissima nel rendermi conto che la mia nipotina di un anno ancora mi riconosce ed esprime immenso affetto per la zia. Giorni intensi: amici, parenti, tanti saluti, abbracci e racconti sul Mozambico, sulla mia esperienza, sulle difficoltà e sulle gratificazioni di questa nuova avventura. Giorni in cui, basta poco per riabituarsi agli agi del nostro vivere quotidiano ma sempre con un occhio rivolto verso quello che c’è aldilà dell’equatore. Giorni brevissimi, di acquisti e di valige per poi ripartire alla volta di Milano ed incontrare tutti gli altri volontari che stanno trascorrendo il loro periodo di servizio civile in altri paesi del mondo. Un’emozione grande rivedere tutti i compagni di avventura, quelli che nonostante la lontananza possono capirti meglio di chiunque altro, abbracci che dimostrano condivisione e vicinanza. Per un attimo non sembra neanche di essere in Italia: siamo con il gruppo del servizio civile al completo, il dove non importa! La formazione intermedia diventa così, giorno per giorno, un momento importantissimo, l’ascolto e la condivisione di elementi positivi ma anche criticità legate alle nostre attività, sono preziosi e fondamentali per aggiustare il tiro per il nostro lavoro futuro e per ricordarci, ancora una volta, che non siamo soltanto noi a lavorare in Mozambico, ma che facciamo parte di un progetto molto più grande, al quale anche tanti altri stanno lavorando.

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Trascorrono i giorni a Milano, come se fossimo in un mondo parallelo e per il weekend ci spostiamo a Bologna. Conosciamo le ekip del progetto Terra e libertà che prossimamente partiranno per i diversi campi e, nello specifico, facciamo attività con il gruppo che in agosto raggiungerà il Mozambico. Siamo carichi e positivi, l’idea di conoscere la nostra realtà di Inhassoro da un altro punto di vista, facendo attività diverse da quelle che facciamo solitamente, ci stimola a sentirci completamente parte di questo progetto. È un fine settimana carico di entusiasmo e di positività. Il gioco, la musica, i bans e le tante proposte che ci vengono fatte, ci inseriscono con estrema velocità e facilità in questo mondo di magliette blu e di volontari viaggiatori. Ritorniamo a Milano e piano piano il nostro gruppo si divide ed ognuno di noi torna alla propria destinazione, con zaini e borsoni pesanti ma con una carica nuova di positività e voglia di fare e migliorare. Abbracci forti e in bocca al lupo accompagnano i saluti, assieme all’ultima pizza italiana e a tanti buoni propositi per mantenersi in contatto nei mesi a venire. Carichi di valige e di materiali per la scuola di Inhassoro, dopo qualche imprevisto, decolliamo anche noi in direzione Mozambico. Il lungo viaggio mi porta a pensare a quello che sto facendo, forse per la prima volta negli ultimi dieci giorni, mi rendo conto di essere tornata in Italia, di aver rivissuto la mia “classica” vita per qualche istante e di essermi di nuovo già allontanata da tutto questo. Durante questo viaggio non c’è l’entusiasmo della novità, non ci sono quella curiosità ed impazienza che ci avevano portati qui in aprile, alla scoperta di un mondo tutto nuovo e particolare. Ora sappiamo cosa ci aspetta e sappiamo anche che non saranno sempre facili i sette mesi che ci attendono. Mi sento però spinta da una rinnovata energia, dalla voglia di migliorare il mio servizio qui ad Inhassoro, senza però perdere mai di vista quello che sta poco più in là, ampliando la mia visione del contesto e cercando di conoscere sempre più a fondo questa realtà. Tra mille pensieri, domande e propositi mi ritrovo di nuovo immersa tra le infinte strade di terra rossa che si snodano tra capanne e campi ormai molto aridi e secchi, tra studenti in divisa che camminano e bambini che corrono di qua e di là. Non so cosa mi aspetta per i prossimi mesi e non credo di aver ancora ben capito tutto quello che in questi ultimi giorni mi è capitato ma veniamo accolti da Rachele, la nostra mamma mozambicana, che viene ad abbracciarci e a sorriderci per farci sentire di nuovo a casa: “ainda uma vez, benvindo!”

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