KOSOVO: UNA NUOVA AVVENTURA

 

            Ormai sono quasi tre mesi che ci troviamo a Prizren, ma poco tempo ci resta per scrivere e documentare la nostra esperienza, perché l’ agenda è sommersa di impegni ed incontri con enti locali. Abbiamo iniziato ad ingranare con il lavoro, volontari in Kosovoad ognuno di noi è stato affidato un ambito specifico, rispettivamente Valentina è la responsabile del settore sociale, Dario si occuperà prevalentemente della sezione agricola ed io seguirò la sfera giovanile. Ovviamente riteniamo che queste spartizioni dei compiti non precludano una costante collaborazione, essenziale nel lavoro che stiamo svolgendo. Però oltre alle nostre quotidiane attività lavorative abbiamo avuto modo di girare questo piccolo Paese, molte volte dimenticato dal resto del mondo. Una nazione che, anche se piccola, merita di essere visitata e vissuta, perché accogliente e popolata da una moltitudine di diverse etnie, ognuna con la propria storia e le proprie tradizioni.Un paese che ci ha accolto calorosamente e che ha, fin dai primi giorni, rapito i nostri cuori. Non sappiamo se tutto questo nostro entusiasmo nasca dal fatto che ci troviamo nella città più bella di questa nazione, cioè Prizren, un borgo che ha mantenuto intatto il suo patrimonio storico e che può vantare di essere una città multietnica e multiculturale. Quest’ ultima caratteristica l’ abbiamo percepita fin dal primo giorno quando, mentre degustavamo un ottimo Burek (piatto tipico dei Balcani), si vedevano sfilare in piazza una moltitudine di persone, dai gruppetti di studenti vestiti in perfetta uniforme scolastica, agli anziani che portano il classico copricapo Qeleshe, alle famiglie che si fermano al bar per bere un caffè turco.


Posso dire di non avere avuto particolari difficoltà ad adattarmi allo stile di vita Kosovaro.
Probabilmente anche grazie a Valentina che, avendo alle spalle una lunga esperienza nei Balcani, ci ha spiegato come comportarci e relazionarci con la popolazione locale senza incappare in fraintendimenti. Ovviamente i primi giorni era strano sentire l’ imam cantare la preghiera del mattino alle quattro, ed era insolito passare per il mercato orto frutticolo ogni giorno per raggiungere il centro città; ma pian piano capisco che a rendere così particolare questa esperienza è proprio l’esserci trovati immersi in una realtà totalmente diversa, in cui la quotidianità è fatta di un miscuglio di moderno e tradizionale, di nuovo e non, per noi, di tante lingue che non comprendiamo ma che qui vengono usate passando dall’una all’altra come nulla fosse. Una realtà non mediata da uno stuolo di internazionali che affollano strade e locali, come accade a Pristina, facendoci sentire come se stessimo realmente vivendo una vita nuova.

Sperando di esser riuscito a trasmettervi anche una minima parte dell’ emozione che provo a vivere qui ora, vorrei che queste parole vengano prese come un invito a trovarci per sperimentare in prima persona cos’ è il Kosovo.

Marco Pipinato

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...