Io servizio civilo…tu?

Lago di Vau dejes, regione di Scutari

Lago di Vau dejes, regione di Scutari

La soglia del mese è stata varcata. Sono passati più di trenta giorni dal nostro arrivo a Scutari e la percezione del tempo trascorso sfida i numeri sul calendario. Questo è stato un mese di conoscenza della realtà locale e delle persone, prime tra tutte lo staff locale che si è dimostrato sin da subito disponibilissimo.

E’ stato un mese di sospensione di giudizi in favore dell’osservazione. Abbiamo conosciuto diverse associazioni come I care, la casa-famiglia Facibeni della Madonnina del Grappa, il centro donna Passi Leggeri o il centro Kolping. Ma questo non è stato solo un mese di orientamento al contesto, è stato anche un mese “vissuto sul campo”. “Italiana??”e tu che pensi “forse è l’accento scutarino che mi manca” mentre improvvisi un primo stentato grazie in albanese, sorridendo per sembrare più convincente.

C’è stata l’ospitalità di una signora di un villaggio vicino Scutari che non accetta uno “jo” come risposta e continua imperterrita a  riempirti il piatto di formaggio e il bicchiere di aranciata fino a quando non capisci che per la tua incolumità la regola è non finire mai quello che stai bevendo o mangiando.

Oppure Tirana gravida di traffico che con le sue strade geometricamente studiate aspira allo status di capitale moderna, con i limiti e le sfide che questo comporta.

Questo è stato anche un mese di paesaggi, di laghi e di fiumi, di lunghe passeggiate sui fianchi del lago “più grande dei Balcani” e di prime giornate in bicicletta nei villaggi intorno a Scutari, non ancora attraversati dalle ondate di turismo.

Ci sono stati i bar locali, il raki e la musica popolare, “quella che senti suonare ai matrimoni”, dicono. E subito uomini, donne che danzano alzando le braccia e urlando “hopa!”. Una donna ti prende e ti elegge sua allieva mentre soccombi di fronte l’incrocio dei passi che lei diligentemente continua a offrirti, facendo continuare la serata con sequenze disordinate ma allegre.

Gesti di sconfinata gentilezza come quello della proprietaria della gelateria sotto casa, che saputo che avevamo sbagliato a prendere un ingrediente al supermercato, è uscita dal locale ed è andata a comprarlo nel negozio di quartiere, mentre noi ignare continuavamo a chiacchierare con la figlia.

Così ci sono state tante novità, conoscenze e piccole intuizioni… in questo primo mese.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...