Yasta, lutto

Ieri, oggi e domani in Turchia è lutto nazionale.

Sappiamo che anche i tg italiani hanno parlato della tragedia avvenuta nella miniera di Soma. Non so bene però in che modo ne hanno parlato (non abbiamo la tv in casa, solo ogni tanto ascoltiamo il telegiornale in streaming).

Ce ne ha parlato per primo Antonio, di ritorno dalla questura per ricevere qualche informazione in più circa i documenti che dobbiamo preparare per ricevere il permesso di soggiorno (ikamet). Non ne so molto di più, pur stando qui, ma la questione della sicurezza dei lavoratori in miniera è un tema caldo e più volte discusso in Turchia. E l’accaduto ha assunto dei toni politici, come spesso accade e forse è inevitabile.

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Io servizio civilo…tu?

Lago di Vau dejes, regione di Scutari

Lago di Vau dejes, regione di Scutari

La soglia del mese è stata varcata. Sono passati più di trenta giorni dal nostro arrivo a Scutari e la percezione del tempo trascorso sfida i numeri sul calendario. Questo è stato un mese di conoscenza della realtà locale e delle persone, prime tra tutte lo staff locale che si è dimostrato sin da subito disponibilissimo.

E’ stato un mese di sospensione di giudizi in favore dell’osservazione. Abbiamo conosciuto diverse associazioni come I care, la casa-famiglia Facibeni della Madonnina del Grappa, il centro donna Passi Leggeri o il centro Kolping. Ma questo non è stato solo un mese di orientamento al contesto, è stato anche un mese “vissuto sul campo”. “Italiana??”e tu che pensi “forse è l’accento scutarino che mi manca” mentre improvvisi un primo stentato grazie in albanese, sorridendo per sembrare più convincente. Continua a leggere

La gioia per le piccole cose

Dopo tre settimane dall’arrivo in Mozambico, il numero di sensazioni provate e l’intensità di vicende accadute sono tali da riuscire ad alterare la percezione dei giorni passati qui ad Inhassoro. Ad oggi, risulta difficile spiegare questa “alterazione” temporale, probabilmente causata dalla quantità di informazioni  e novità registrate in così poco tempo. Si è passati in breve dalle celebri emozioni cosidette “on the road”, dovute al viaggio e alla scoperta di nuovi orizzonti (in parte simili a quelle provate l’anno passato quando ho scoperto questa realtà per la prima volta), a quelle legate all’idea di permanenza in un nuovo ambiente ancora non del tutto definito.

Ecco che allora, superato un breve periodo d’inserimento nel contesto, è avvenuto un primo importante cambiamento psicologico che ci ha portati a totalizzare quella che è e che sarà la vita in questo straordinario angolo del Mozambico.

A poco a poco si realizza che si dovrà convivere con una nuova realtà fatta di nuovi ritmi, abitudini, problemi e soddisfazioni totalmente differenti e impensabili nella società europea. Le più evidenti sono sicuramente la durata della giornata, i nuovi cibi, le modalità di lavoro, la difficoltà di affrontare ogni piccola questione burocratica, la consapevolezza del nostro impatto in un mondo che non ci appartiene, il costante e imperterrito rimbombo della musica con i vibranti canti accompagnati dai balli tradizionali, la sovranità del mercato, l’importanza della luce e dell’acqua nella vita di ogni giorno e, per ultimo, lo straordinario tramonto che introduce il profondo buio delle notti africane.  Ciascuno di questi temi sarebbe degno d’incantevoli documentari, o d’interi capitoli di libri antropologici o ancora, di riflessioni inserite in fantastici romanzi come quelli di Josè Saramango, capaci di non far staccare mai gli occhi del lettore dalle pagine del libro. Continua a leggere

Frango à la zambeziana, arroz aromatizado e legumes

Ecco il gustoso menù con cui siamo stati accolti dagli studenti del corso di cucina della “Escola Estrela do Mar”, la struttura nella quale stiamo cercando di introdurci da quando siamo arrivati ad Inhassoro, due settimane fa. È proprio all’interno di questa scuola, fondata nel 2002 dalla missione cattolica Sant’Eusebio, che noi svolgeremo il nostro anno di servizio civile qui in Mozambico. La scuola industriale “Estrela do Mar” offre, a centinaia ragazzi, un’importante possibilità di formazione professionale proponendo un ciclo triennale di studio in diverse specialità: sartoria, contabilità, meccanica, falegnameria, elettricità, turismo (sala e bar/ reception/ cucina).

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Ognuno di questi corsi fornisce agli studenti le competenze base per un’attività professionale spendibile sul territorio, utile per permettere loro di ottenere una piccola indipendenza economica dalla famiglia.
La specialità di ”hotelaria” si suddivide in tre diversi curricula: sala e bar, cucina e reception. Il corso di hotelaria/turismo è uno dei più frequentati, soprattutto per la grande spendibilità di queste professioni in un territorio come quello di Inhassoro, una volta frequentato da numerosi turisti, principalmente sudafricani e zimbabwani, e rinomato per le sue spiagge bianche e sconfinate, per il mare verde e azzurro che s’incontra all’orizzonte con un cielo terso e carico di luminosità e per la sua vicinanza all’Arcipelago di Bazaruto, Parco Nazionale e vero e proprio paradiso tropicale. Continua a leggere

Soup Kitchen

Il mercoledì prestiamo servizio presso una rete che si occupa di servizi sociali per profughi di diverse nazionalità arrivati qui a Istanbul.

In particolare, aiutiamo a cucinare e a servire il pranzo. Poi ci si ferma a gustarlo tutti insieme. Il menù di mercoledì scorso era: Iranian soup. Vi presentiamo la ricetta perchè è davvero deliziosa.

L’originale si chiama Ashe Reshteh, è a base di ceci, fagioli, yogurt e contiene pezzi di pasta tipo spaghetti/noodles; la variante -diciamo turca- contiene i mantì e manca degli spinaci e delle lenticchie.

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Alla scoperta, camminando è meglio!

Eccoci di ritorno a casa, stanche ma soddisfatte di questa bella giornata che ci ha portato, dopo una lunga camminata, ad ammirare un paesaggio mozzafiato: il punto in cui il fiume Kithino si immette nel fiume Mutonga.

Il motivo della gita era di andare a visitare una contadina e la sua shamba (campo coltivato) e farci spiegare da lei come riesce a produrre i pomodori, che in questa zona incontrano tante difficoltà. La Meru Herbs, infatti, vorrebbe aprirsi a questa coltivazione per la produzione dei sughi e per differenziare la propria offerta: circola, ad esempio, l’idea di iniziare ad esportare pomodori secchi sott’olio, sul mercato italiano ma non solo.

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