Santo Stefano dei Bulgari e altro

Settimana intensa anche questa. Pasquetta l’abbiamo festeggiata insieme ai frati e al loro amico tedesco, ex-prete (ora in pensione) e coinquilino Nicola, che ci ha offerto un magnifico pranzo su una splendida terrazza qui a Galata.

Le terrazze sono ricorrenti a Istanbul, almeno qui nel distretto di Karaköy. Diversi ristoranti, locali serali e appartamenti ne dispongono. La particolarità è che salendo le scale per arrivarci, si possono incontrare diverse cose (toilette e sale da cucina, ma anche piccole moschee) e ambienti; talvolta   -come nel caso di lunedì- si può accedere a veri e propri salottini con tanto di poltrona per scattarsi una foto!

Image

Nelle viette che partono perpendicolarmente da İstiklâl Caddesi (la via pedonale più turistica e frequentata di Istanbul, il corrispettivo della ramblas a Barcellona), i locali e i bar nelle notti bianche si animano con tavolini all’aperto. Le terrazze visibili da qui non sempre appartengono al locale che si affaccia sulla strada, perchè salendo le scale si incontrano diversi gestori, nomi e interni differenti.

Il lunedì è proseguito in compagnia di amici piemontesi di Claudio e di due ragazze compaesane. Abbiamo fatto con il battello un piccolo tour da Eminönü (porto da cui è stata scattata la foto del primo articolo) a Eyüp, uno dei quartieri religiosi sulla sponda opposta del Corno d’Oro (rispetto a dove stiamo noi), in cui questo volge quasi al termine dei suoi 7 km. Qui abbiamo visitato la moschea omonima (fermandoci all’interno in orario di preghiera!) e il cimitero collinare aperto, alla cui sommità c’è il famoso caffè Pierre Loti (scrittore francese che dedicò alla sua amante odalisca circassa dagli occhi verdi due opere) e una fantastica vista panoramica sulla curva del Corno.

Dal battello abbiamo potuto vedere la sede del patriarcato ecumenico greco-ortodosso e la chiesa di Santo Stefano dei Bulgari (Bulgar Kilisesi). Quest’ultima è uno dei monumenti piùcuriosi della città: è una chiesa neogotica costruita interamente in ferro per risposta della comunità bulgara alla sfida lanciata dal sultano di costruirla in una settiamana (ai fini dell’affrancamento dallo stesso patriarcato.)I pezzi prefabbricati (tubolati e bulloni) furonorecuperati a Vienna nel 1871,trasportati in barca sul Danubio e montati a Istanbul nel 1898 in sette giorni.

La settimana è stata poi ritmata da altri appuntamenti: martedì un incontro d’attualità in francese, ovviamente in terrazza, con un amico avvocato di Claudio (hanno partecipato anche studenti africani qui a Istanbul), mercoledì la Festa dei Bambini (scuole chiuse e bandiere turche ovunque) mentre giovedì abbiamo prima incontrato la vicedirettrice dei servizi sociali presso cui svolgeremo qualche ora di servizio, poi un francese che gestisce un bollettino di aggiornamento per i soli volontari sulla situazione dei migranti a Istanbul e infine una ex-DCC (Ong francese) che ci ha spiegato come utilizzare il catalogo della biblioteca (la rincontreremo martedì per un approfondimento sulla classificazione Dewey).

Buon fine anno accademico a Claudio che è ripartito, ci rivedremo il 7 giugno!

Güle güle

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...