Formazione servizio civile

 

Attraverso strade e percorsi assai differenti martedì 4 marzo noi dodici ragazzi selezionati da Ipsia per svolgere il servizio civile all’estero ci siamo ritrovati in quella che, per due settimane, è stata in via formale parte della sede di formazione per il progetto “Cooperando per uno sviluppo comunitario e sostenibile” e, in via del tutto più informale, il nostro riparo sotto il quale abbiamo dato vita a nuove conoscenze ed esaltanti scambi di rapporti umani.

L’atmosfera fredda ed umida della periferia milanese è stata scaldata da un clima positivo e disteso che fin da subito si è creato all’interno del gruppo di volontari, grazie alla cordialità dei formatori Luca Piazzi e Daniele Socciarelli e alle prime attività di gruppo da loro proposteci per il pomeriggio. Proprio questo primo momento di confronto, basato sulla conoscenza di ciascun percorso individuale e sulle motivazioni che ci hanno condotto alla scelta del servizio civile, è stato uno dei temi cardine che ci ha poi accompagnato in tutti i differenti momenti di svago serali.

L’attraente filo culinario, svelato fin dalla prima nottata passata nella splendida Rho, ci ha rapidamente trasportato alla seconda giornata di lavoro che è stata incentrata su altre attività di gruppo volte ad approfondire il significato, la storia e il valore del servizio civile ed anche il ruolo che i volontari andranno a ricoprire in questo anno.

Con l’intervento del Presidente di Ipsia – Milano, Silvio Ziliotto, abbiamo potuto introdurci nel mondo delle Acli, conoscendone la storia e le varie realtà che vi gravitano attorno, prima fra tutte quella di Ipsia.

Concluso tale inquadramento, il focus della giornata di giovedì ha riguardato la presentazione del progetto di volontariato internazionale Terre e Libertà ed, in seguito, gli strumenti di comunicazione presenti in Ipsia. Nel giorno successivo si è invece passati ai temi della programmazione Europea 2014-20 e alle modalità di finanziamento delle microazioni. Il nostro grande interesse per questi temi e le modalità con cui sono stati affrontati hanno reso scorrevole e piacevole questa prima intensa settimana di lavoro che è terminata con una partita di pallavolo all’oratorio San Carlo (vinta nettamente dal gruppo africano) e un divertente week-end trascorso tra il caos del carnevale ambrosiano e la tranquillità di una gita in compagnia passata sulle sponde del lago di Como.

Carichi e riposati dagli inimmaginabili panorami goduti a Brunate il lunedi mattina l’attività formativa è ripresa a pieno regime, dapprima attraverso la lettura e la costruzione delle ipotesi di intervento in un contesto di disagio e, successivamente, attraverso la simulazione della scrittura di un progetto europeo, secondo i diversi format. Queste esercitazioni hanno dato vita ad un primo riscontro pratico che ci ha permesso di confrontarci sulle diverse modalità di interpretazione di problematiche esistenti e di avvicinarci ai futuri compiti che ci spetteranno una volta raggiunti i differenti contesti di lavoro. Dall’inizio della seconda settimana, il programma di formazione si è concentrato sulle specifiche aree geografiche di destinazione dei volontari e, attraverso un macro inquadramento geografico e politico delle differenti aree e specifici lavori mirati al raggiungimento degli obiettivi preposti per ogni contesto di cooperazione, ci siamo inoltrati in quello che sarà il nostro ambiente per il prossimo anno.

Martedì siamo stati immersi in una corposa esercitazione sugli strumenti di rendicontazione ed amministrazione che saranno di certo fondamentali durante la nostra esperienza all’estero. L’indomani abbiamo avuto la preziosa possibilità di incontrare e trascorrere qualche ora con esperti dei differenti contesti raggiunti dalla cooperazione. In tale occasione, i volontari sono stati suddivisi in gruppi: uno africano che ha potuto conoscere Raffaele Masto, africanista di Radio Popolare, uno balcanico che, grazie all’intervento di Stefano Bravin e ad un interessante inquadramento storico e politico, ha potuto ulteriormente approfondire le conoscenze relative alle aree di Albania e Kosovo ed infine le ragazze che partiranno per la Turchia si sono confrontate con il docente di Geopolitica Stefano Torelli.

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Nelle ultime giornate di lavoro, siamo poi stati raggiunti da alcuni ex servizi civili ed altri volontari dotati di un ricco bagaglio di esperienze all’estero, con il quale si sono confrontati sui differenti modi di approcciarsi e relazionarsi a quest’avventura. Il lavoro di studio ed approfondimento dei diversi contesti è poi continuato in gruppi formati secondo le diverse aree di destinazione: Sara Martina e Daniela andranno in Albania, Dario Valentina e Marco in Kosovo, Claudia e Francesca in Turchia, Daniela e Camilla in Kenya e infine Gabriele e Margherita in Mozambico.

La formazione è terminata con dispiacere nella giornata di giovedì quando è stato riservato un ultimo momento di confronto tra i ragazzi, i formatori e il presidente di Ipsia Mauro Montalbetti. In questo ultimo frangente ci siamo scambiati pensieri e riflessioni sul senso del servizio civile, sulla capacità della formazione di trasmetterci ideali e competenze ed infine sulle aspettative reciproche relative all’esperienza che vivremo in questo anno.

 

Proprio tale dibattito ha avuto il merito di riuscire a riassumere in pochi pensieri l’esperienza formativa vissuta da ognuno di noi in questi pochi, ma intensi giorni, e di mettere in luce molti degli aspetti condivisi sul percorso realizzato fino ad ora da ciascuno, primo tra tutti, la consapevolezza che le diverse strade che ci hanno portato a scegliere questo anno di servizio civile, in realtà, sono colme di tratti comuni, espressi tramite la volontà di noi ragazzi di migliorarci, di apprendere, di conoscerci e di cercare di impegnarci in qualcosa che possa essere utile anche ad altri. Con l’obiettivo volto alla ricerca di un confronto continuo, all’apertura e alla disponibilità ad intraprendere nuove vie, certi che saranno sicuramente fonte di crescita e arricchimento, siamo pronti ad iniziare con entusiasmo questo nuovo percorso.

 

 

Si parte…!!!

 

 

Gabriele Tardivo – Margherita Aldrighetti

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