Incroci

Che due rette parallele non si incontrano mai mi è stato insegnato diverso tempo fa.

Continuano, ognuna per la propria strada e direzione, in un rettilineo fatto di un insieme di punti che non lasciano spazio ad alternative e che, seppur parte della stessa retta, non hanno molte occasioni di incontro: continuano ad esistere e partecipare ad un retta di cui ignorano la remota origine e di cui ignorano l’esistenza o meno di una fine…

Gli assiomi sono verità inconfutabili, ma è anche vero che la soggettività restituisce margini di azione che, attraverso voli pindarici, permette a punti ordinatamente posti lungo una linea retta, deviazioni improbabili le quali, legandole a strane formule spazio-temporali, creano incroci direzionali inspiegabili.Incroci rari. Incroci che si verificano a condizioni difficilmente replicabili. Incroci che aprono scenari multidimensionali dove i punti piroettano incontrollati e si guardano increduli e riflessivi prima del rientro in binario.

Il mio Novembre kosovaro fu così. Io nel cross-road dove punti uguali tra loro, muovendosi in traiettorie irregolari, formavano delle “postazioni di contatto” per l’ingresso in “mondi paralleli” dove perdersi per tempi indefiniti senza la minima consapevolezza o certezza, non tanto del potersi ritrovare, ma del come ritrovarsi.

Come ritrovarsi dopo un viaggio in autobus a Sarajevo attraversando confini e kafane, dopo le camminate nei suoi vicoli, dopo la corsa di un tram che ti porta nella periferia della città, in un mercato-mondo dalle altre dinamiche: una comunità Rom che disciplina le regole di un market variegato ed inaspettato, con i suoi oggetti che parlano di vita quotidiana. La loro. E che tu incroci per una mattina.

Come ritrovarsi dopo che in una semplice reunion italiana in capitale, i vari convitati esplicano la loro esperienza lavorativa che tocca i diversi mondi paralleli di una società che continua a sorprenderti. Ascoltare il loro mondo, il loro districarsi tra liane e… rifiuti!

Come ritrovarsi dopo la partecipazione alla Slava di Decani, in un mondo nel mondo, in un incrocio di lingue e rituali… e poi essere ancora nello stesso spazio e tempo dove si dispiegano celebrazioni di un centenario dei vicini prossimi, in uno sventolare di bandiere imperante su ogni strada ed incrocio.

Come ritrovarsi dopo che il mondo parallelo delle vite dei Returnees si apre e si incrocia con il tuo: si guardano, si scoprono in tutta lo loro diversità imparagonabile e si rispondono che non esiste altro che il parallelismo per delle esistenze così diverse. Non si interrogano molto sulle condizioni che hanno portato, per un mese intero, ad intervelli regolari, a questi incroci, ma si nutrono reciprocamente della presenza dell’altro, cercando, nel rivivere ognuno a proprio modo il proprio mondo, di dare e ricevere allo stesso tempo, senza troppo badare alle quantità. Epifanie senza replicabilità di sorta…

Come ritrovarsi dopo che in aeroporto, presenziando all’ennesima partenza, ritrovi masse di persone ad attendere colui che di fronte ad un Tribunale Penale Internazionale è stato assolto da deplorevoli capi di imputazione. E ci sei, anche se non partecipi. E lo vivi, anche se sei uno spettatore involontario. E incroci fisicamente il protagonista, anche se nella carreggiata parallela alla tua di un’autostrada di recente inaugurazione.

Alla fine di Novembre, nel momento del resoconto, io mi sono ritrovata a Sofia, aspettando che Dicembre facesse capolino. Lungo la strada del ritorno la prima gelata e la prima neve: poca, giusto il necessario per mandare in panico i guidatori. Arriva l’inverno. E sorprendentemente mi ritrovo fiduciosa nel freddo…

Spero che le sue basse temperature riescano a fissare e congelare i vari momenti, a non ridurli ad istanti fugaci dovuti a strani contatti estemporanei. Spero che riesca a conservare gli incroci di tutti quei punti ribelli che lasciano le proprie direttrici almeno per il tempo necessario dell’incrocio-incontro. Per conoscersi e dialogare… Ed alla fine magari ritrovarmi ad unirli con una matita dal tratto deciso, e realizzare come l’immagine finale che avrò al termine di quest’anno non sia altro che il frutto di precisi incroci di rette originariamente parallele tra loro.

Raffaella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...