E vortice fu

Previsto, raccontato, spiegato, incastonato persino in una tabella excel.

Ma vortice fu.

Qualcuno l’aveva annunciato: uno strano presentatore dai capelli ricci e neri e dall’accento “corsico” si sgolava a Bologna mesi fa nell’immane tentativo di descrivere con parole eventi che le prescindono. Qualcuno aveva mostrato delle immagini direttamente dal posto dell’accaduto: pre e post, con tanto di testimoni ormai segnati a vita. Qualcuno ne conserva ancora i resti: mai visti dei resti così appiccicosi e colorati.

Tuttavia, nonostante gli annunci, gli avvisi, le precauzioni da prendere ed il training autonomo e di gruppo, vortice fu.

In tre aree diverse del Kosovo, questo vortice ha colpito villaggi, scuole e bambini del luogo oltre che gruppi di italiani che si aggiravano per il paese con fare circospetto. Non si sa come sia potuto succedere o quale strana combinazione meteorologica li avesse fatti incontrare, ma è nel momento in cui questi gruppi dotati di furgon o macchine più o meno funzionanti si sono stanziati in posti più o meno probabili del Kosovo, strani correnti d’aria hanno iniziato ad agitarsi, a ruotare, trascinando colori, tempere, palloni e non identificati rotoli di nastro bianco e rosso.

La reazione a tale avvenimento è stata memorabile ed il protrarsi per due lunghe settimane di tale vortice ha profondamente cambiato gli attori stessi del misfatto. Costoro, infatti, giunti con l’idea di cambiare con questo vortice animato, almeno per un periodo limitato di tempo, le giornate di famiglie e bambini del luogo, sono tornati a casa consapevoli che quelli ad essere cambiati maggiormente erano loro stessi.

Shakerati a ripetizione da un incrocio di venti, su questi soggetti voci indiscrete dicono essere gruppi di italiani che, a titolo volontario, si impegnano in queste pratiche inconsuete. Alcuni testimoni non identificati hanno riscattato istantanee irripetibili (catturate e diffuse) riferite alla cittadina di Prizren dove alcuni accertamenti hanno confermato che i responsabili sono riconducibili al gruppo Scout di Pisa.

Foto che raccontano di un 5 ore di camminata in pendenza estrema tra due gruppi scout (uno turco-albanese e l’altro italiano) che, nonostante la mancanza di ossigeno di alcuni soggetti fuori allenamento, continuavano ad intonare canzoni e ritornelli. Scatti che parlano di asini assassini che occupano il sentiero di montagna e mettono in pericolo dirupo/discesa-libera il personale Caritas Italia. Video che immortalano bimbi che ululano come indiani mentre costruiscono acchiappa-sogni e piume colorandosi il viso con le tempere. Bans e filastrocche italiane intonate da piccoli marmocchi lungo le strade di un quartiere Turco. Tuffi di gruppo da cascate rinfrescanti prima di visite mistiche in Monasteri Ortodossi che sono vita e storia. Viaggi improbabili (o meglio traversate) in macchina del tipo “Prizren-Peja-Pristina-Prizren” con occhi lucidi dalla stanchezza lungo strade tappezzate che parlano di amicizia dato che, la solita compagna di avventure da circa 6 mesi, la notte da il cambio alla giuda aspettando nell’aeroporto di Pristina (arrivataci per vie che nessuno conosce) con una chitarra in mano, frutto di un prestito dell’amico cantante del gruppo“Gypsy Groove” (si consiglia la pagina Facebook). Suddetto amico che, avendo prestato la chitarra per permettere serate intorno al fuoco di una baita di montagna sotto le stelle, nel momento della restituzione (avvenuta nel “New Born” di Pristina), intona, per il gruppo di volontari incontrati per ringraziamenti di rito, la canzone “Jelem Jelem” (http://www.youtube.com/watch?v=cGzc5flNyUk). Suggestivi, emozionanti ed irripetibili momenti di riflessione con scambi di impressioni generali sul Kosovo tra pisani e prizrenini fatti all’ombra di un albero di fronte ad un piccolo monastero di una enclave serba…

La quantità di testimonianze a disposizione è tale da continuare a riempire le pagine di diari e gli album di fotografia per tanto tempo ancora.

La sezione scientifica meteorologica è stata messa in crisi sull’origine inconsueta di questo avvenimento e si è a lungo interrogata sulla nomenclatura idonea che possa catturare tutte le sfaccettature del fenomeno stesso….

Conosciuto dagli esperti del settore come TL, questo vortice meraviglioso si chiama TERRE E LIBERTA’!!

(L’autrice del testo ci è caduta dentro senza resistenza alcuna; anzi, si è gettata con slancio felino…e lo consiglia vivamente a tutti!)

Raffaella

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