Ta Pastrojmë Kosovën!-Let’s do it Kosovo!

Ta Pastrojmë Kosovën!-Let’s do it Kosovo! Su Facebook da mesi leggevamo di questa iniziativa. Ripulire il Kosovo dai rifiuti!
I rifiuti, problem i madh- grande problema, di questo angolo dei Balcani. Ce ne sono dappertutto: sulle rive (e nei letti) dei fiumi, per le strade, nei campi dove pascolano le mucche. Rifiuti di ogni genere e specie. Ma plastica soprattutto, di tutte le forme e i colori.

Appena la neve si è sciolta (a marzo) ha rivelato una coltre di immondizia, retaggio del lungo inverno, intollerabile per gli occhi, oltre che nociva per la salute. Il Kosovo non ha un vero sistema di raccolta dei rifiuti, se non nelle città (e a volte solo in centro). Non ci sono cestini. Non c’è una diffusa cultura della tutela ambientale e del rispetto della natura. Ne l’educazione: luogo principe per cambiare una mentalità che spesso, preoccupata dalle istanze quotidiane, ha uno sguardo corto. Mi è stato detto: “Insomma, smettila di guardare a destra e sinistra e di lamentarti dei rifiuti. Guarda avanti e possibilmente guarda in alto!”. Che sia una filosofia di vita?! Che può anche andare bene…fino a quando nei rifiuti non ci inciampi.

Soprattutto, io credo, non c’è la volontà politica di risolvere questo problema. Il sistema di smaltimento è inesistente e allora… nella “migliore” delle ipotesi, le persone inceneriscono i propri rifiuti. Con buona pace della qualità dell’aria. Il problema c’è. Si vede, si sente.

Ma non tutto è immobile, sarebbe sbagliato pensare che agli abitanti del Kosovo non importi nulla della qualità della loro vita, dell’aria che respirano del decoro dei luoghi che abitano, dove crescono i loro figli.

Eppur si muove. Anche il Kosovo ha aderito al progetto mondiale “Let’s do it! World” (http://www.letsdoitworld.org/), insieme ad altri 93 Paesi, Italia compresa, con l’obiettivo di “ripulire il globo” dai rifiuti. È stata scelta la giornata di giovedì 24 maggio come giornata nazionale dedicata a questa campagna che ha visto coinvolte le varie municipalità e villaggi del Kosovo. La preparazione è stata grande, molte le scuole che hanno aderito, molte le organizzazioni locali e internazionali, significativo il risalto mediatico. Il tutto condito da una buona dose di entusiasmo.

Il 24 maggio, mossi da interesse e curiosità, anche noi siamo andati in centro Prizren per partecipare all’iniziativa. I ragazzi del gruppo universitario, referenti per l’iniziativa nella nostra città, hanno distribuito sacchetti e guanti e poi: tutti a pulire!

A fine giornata ho fatto alcune (personali) considerazioni. L’iniziativa è stata certamente una novità per il Kosovo, sia nella tipologia (il tema ambientale non è certo dei più gettonati, almeno finora) che nelle dimensioni (un evento che ha mobilitato circa 60mila persone tra organizzatori e volontari). Per le strade delle città molte persone erano davvero stupite (a tratti divertite) di vedere qualcuno che si prendesse la briga di raccogliere ciò che altri avevano buttato. Buona anche l’immagine della società civile kosovara che ne è emersa, dimostrando capacità di fare rete, coinvolgendo le diverse municipalità, associazioni di diverso tipo (ong più o meno vicine alla tematica, associazioni universitarie, gruppi di volontari,…), organizzazioni internazionali.

Ma.. il Kosovo dovrebbe vivere un Ta Pastrojmë tutti i giorni! Lo sforzo di un giorno a poco serve se ad esso non fa seguito una politica seria volta ad affrontare un problema tanto diffuso e imponente. I cittadini del Kosovo sono certo fieri di aver visto nei servizi televisivi i loro rappresentati politici raccogliere bottiglie di plastica, ma sarebbero ancora più fieri se ci fosse un modo per conferire la loro spazzatura evitando pratiche poco salutari, come quella dell’inceneritore domestico. In questo momento lo smaltimento dei rifiuti non è priorità dell’agenda politica, ma il Ta Pastrojmë Kosovën! ha contribuito a dare visibilità a questo problema, oltre che ad aver avuto un ruolo importante di sensibilizzazione ed educazione ambientale, soprattutto di bambini e ragazzi.

Diciamo: si può fare di più (e meglio), ma, per essere la prima iniziativa del genere..buona la prima!

Immagine

Anna

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