Buon viaggio ad un amico iracheno

Questo mese è arrivato il momento di dire arrivederci a uno dei ragazzi iracheni che lavora come interprete alla Caritas. Per me lui è la prima persona che ottiene lo status di rifugiato e viene riferito agli USA e in questi mesi una persona che al di fuori dell’orario di lavoro ho avuto l’opportunità e il piacere di conoscere.

Abbiamo organizzato una festa di addio in suo onore e se da una parte il fatto che lui stia finalmente per coronare un sogno ci rende felici allo stesso tempo è evidente che non sarà facile per lui lasciare la sua vita qui e ricominciare tutto da un’altra parte. Questa festa mi ha messo davanti agli occhi le due facce della medaglia e mi ha fornito un’esperienza tangibile di quello che negli ultimi mesi ho cercato di capire teoricamente o che quanto meno ero riuscita a capire fino a un certo punto con le homevisits (consapevole del fatto che la sua situazione non è problematica come quella di altre persone qui a Istanbul) Qui si aspetta anni in attesa di una risposta e nel frattempo in un modo o nell’altro vivi o sopravvivi. . . adesso però è il suo turno. . . è in partenza e posso solo augurargli il meglio e ringraziarlo tra le altre cose per aver fatto parte di una pasqua “alternativa” passata a festeggiare la ricorrenza con balli iracheni. Buon viaggio!

Giovanna

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