Sono contenta, domani torno a casa!

Mi viene particolarmente difficile, questo mese, scegliere un episodio da raccontare; non perché non sia successo nulla di rilevante, ma proprio perché privilegiare un incontro, una scoperta, rispetto ad altri mi sembra troppo limitante. Ed è stato complicato anche trovare una foto del mese, in questo caso proprio perché non ne avevo quasi nessuna! Mi sono chiesta perché, mi è sembrato strano…e mi sono resa conto che ultimamente ho semplicemente messo da parte la macchina fotografica ed ho cominciato a fare sul serio; non mi sento più un’osservatrice esterna, ho la percezione di essere sempre più parte di quello che mi circonda. Sto cominciando a mettere radici dove ancora non so bene di cosa sia fatto il terreno, ma dove so che voglio stare e costruire qualcosa. Continua a leggere

Storie di “straordinaria” follia

Diventa strano scrivere o descrivere un episodio quando le tue giornate, nelle loro complessità e imprevedibilità sempre più sorprendente e spiazzante, diventano parte del tuo quotidiano, della tua nuova realtà di vita, di dinamiche che abbandonano la sfera dell’eccezionalità e rientrano in quella ordinaria. Cercando di dare una forma a questo, penso che tutto ciò possa essere identificabile come quella sensazione che si prova dopo aver intrapreso un viaggio per mezzo bus, aereo o treno, che ti fa rilassare i muscoli, la mente e ti placa l’adrenalina proprio nel momento in cui ti ritrovi al solito bar del paese per il solito caffé all’aperto con la solita compagnia.
Nella fattispecie del caso questa relazione mi è stata restituita così: aereo – Kosovo (Prizren) – caffè turco (ovviamente da Caffé House, nella versione Inglese).

Incredibile, ma mai così verosimile. Continua a leggere

Ta Pastrojmë Kosovën!-Let’s do it Kosovo!

Ta Pastrojmë Kosovën!-Let’s do it Kosovo! Su Facebook da mesi leggevamo di questa iniziativa. Ripulire il Kosovo dai rifiuti!
I rifiuti, problem i madh- grande problema, di questo angolo dei Balcani. Ce ne sono dappertutto: sulle rive (e nei letti) dei fiumi, per le strade, nei campi dove pascolano le mucche. Rifiuti di ogni genere e specie. Ma plastica soprattutto, di tutte le forme e i colori.

Appena la neve si è sciolta (a marzo) ha rivelato una coltre di immondizia, retaggio del lungo inverno, intollerabile per gli occhi, oltre che nociva per la salute. Il Kosovo non ha un vero sistema di raccolta dei rifiuti, se non nelle città (e a volte solo in centro). Non ci sono cestini. Non c’è una diffusa cultura della tutela ambientale e del rispetto della natura. Ne l’educazione: luogo principe per cambiare una mentalità che spesso, preoccupata dalle istanze quotidiane, ha uno sguardo corto. Mi è stato detto: “Insomma, smettila di guardare a destra e sinistra e di lamentarti dei rifiuti. Guarda avanti e possibilmente guarda in alto!”. Che sia una filosofia di vita?! Che può anche andare bene…fino a quando nei rifiuti non ci inciampi. Continua a leggere

L’acqua è vita

“Acqua che non si aspetta altro che benedetta, acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale, sale. Acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte…”

Da quando sono arrivata in Albania Dolcenera è stata la colonna sonora privilegiata di molti dei nostri tragitti in macchina, ripetuta più e più volte mentre tutti insieme ci interrogavamo sul significato del testo magari guardando fuori dal finestrino la pioggia cadere. Pioggia, acqua che in un momento può divenire furiosa e trasformarsi in una “tonnara di passanti” ma che da sempre è prima di tutto un’esigenza primaria universale.

“L’acqua è vita” con queste parole ci ha accolto Don Dritan quando ci siamo recati a Sheldi per ragionare insieme sull’eventualità di proporre un progetto per l’approvvigionamento idrico di questo villaggio perso fra le colline a Sud di Scutari. L’acqua che inaspettatamente ritorna in questo “percorso albanese” come un obiettivo da raggiungere, come un dono da voler regalare a qualcuno che da sempre combatte e si ingegna per ottenere quello che per molti è spesso scontato.

Nel mondo il 40% della popolazione deve prendere l’acqua fuori casa e sono più di un miliardo e mezzo le persone che vivono in condizioni di scarsità d’acqua a causa della mancanza di infrastrutture adeguate. Nonostante i proclami, le campagne, e i decantati impegni internazionali, ancora oggi l’acqua, bene comune e diritto umano imprescindibile, è spesso inaccessibile ai più.

Questo è il caso delle famiglie di Sheldi che per ovviare al problema raccolgono l’acqua piovana attraverso pozzi e cisterne, utilizzandola poi sia per fini domestici che agricoli. Tutto questo mentre di fronte a loro si apre un panorama mozzafiato dove il verde della vegetazione si confonde con il blu profondo del lago di Vaut i Dejës, lago artificiale che ha un’estensione di oltre 24 km². Continua a leggere