Trame di vestiti e di culture

Entro in un piccole negozio qui a Prizren di abiti tipici. Non ce ne sono molti a dire la verità qui in città. Sono con un amico che deve comprare un abito per il suo nipotino. La signora che gestisce il negozio inizia a parlare con la persona che è con me. Credo, pur non capendo molto, che non stiano solo contrattando il prezzo del capo, ma che lei gli stia raccontando qualcosa di personale. Non mi intrometto, e mi limito a guardare i vestiti. In un angolo c’è una macchina da cucire e deduco che sia lei a produrre tutti quelle meravigliose trame di colori. Ad un certo punto la signora si interessa a me e chiede qualcosa al mio amico. Mi faccio tradurre le domande e mi presento. Dopo una breve conversazione in cui provo a dire qualcosa nel mio traballante albanese, capisco che ha sei figli e una piccola attività in proprio. Ha poco più di cinquant’anni e, cosa rara per le donne di quest’età, è in possesso di una laurea in economia (o qualcosa di simile). Ho studiato a Pristina e poi è diventata è entrata nella polizia. Ma il lavoro di polizziotta era troppo pesante e non aveva tempo per la famiglia, così ha scelto di dedicarsi alla produzione di abiti tipici.

Paghiamo il vestito, usciamo e mi dichiaro stupita per il percorso di vita della signora. Mi sembra insolito perlomeno. La persona che è con me fa spallucce: perché ti stupisci? È una signora gorana. Continuo a non capire. Mi spiega che le donne di etnia gorana studiano di più delle donne albanesi. Ah. Incamero l’informazione. Qualche notizia sui gorani (chi sono, dove vivono, cosa fanno) già l’avevo, ma nuove domande fanno capolino nella mia testa. Torno a casa e provo a capire meglio chi sono gli appartenenti a questa comunità che rappresenta una delle sei stelle bianche sulla bandiera del Kosovo (insieme ad albanesi, serbi, turchi, rom, bosniaci). La ricerca si fa più complessa del previsto. E più interessante. Non è questo certo il luogo di una ricerca dettagliata, ma colgo l’occasione per raccontare per sommi capi ciò che ho letto.

I gorani sono un popolo che vive nelle regione montuosa di Gora (gora, che significa montagna, essi sarebbero dunque il popolo delle montagne) che si estende nella parte meridionale del Kosovo, nell’Albania nord-orientale e nella zona nord-occidentale della Macedonia. Per quanto riguarda il Kosovo essi vivono nella municipalità di Dragash dove costituiscono circa il 23% della popolazione, circa 8mila persone. La comunità gorana del Kosovo vive perlopiù nella zona di Gora (dove costituisce la maggioranza della popolazione) e nella città di Dragash, centro politico amministrativo. Oggigiorno non vi sono tensioni tra la comunità gorana e quella albanese, e, soprattutto nella città di Dragash, la loro convivenza è buona.Tuttavia la generale situazione di incertezza del Kosovo, la macanza di prospettive future, ostacolano una totale integrazione delle due comunità. La lingua parlata dalla popolazione gorana è il “Našinski” (che significa “la nostra lingua”), un ibrido tra bulgaro macedone e serbo, che fa parte del sistema linguistico slavo e deriva dal serbo antico!

Ma…dunque, da dove arrivano i gorani? Come mai vivono in questa regione?

Qui la faccenda si fa complessa; leggendo tesi una ragazza italiana sui gorani scopro che questa comunità non ha una definizione identitaria accettata universalmente, che ciascun gruppo etnico e nazionale le assegna un’origine diversa. E persino gli stessi gorani non hanno un’idea comunemente condivisa circa la loro origine.

Alcune notizie certe:
I gorani discendono dai popoli slavi cristiano-ortodossi che sono arrivati dalla Bulgaria nel XIII secolo e sono passati attraverso l’attuale territorio di Dragash nel corso della loro migrazione a nord verso la Bosnia. Durante l’impero ottomano, questo gruppo si è convertito all’Islam. Ma, udite udite, essi mantengono ancora alcune festività della religione cristiano-ortodossa, come quella di San Giorgio, il Natale (Bozhic), Mitrovden (festa di San Demetrio) ecc. Tra l’altro conservano l’antica tradizione cristiana del giorno di “Tutti i Santi” e, ovviamente, le feste musulmane.

Leggo un po’ di articoli e ricerca sulla storia dei gorani e sulle loro usanze. Più leggo e più mi rendo conto che il Kosovo è davvero un mosaico di popoli e tradizioni. È un paese grande circa quanto l’Abruzzo ma che, per posizione geografica e per vicende storiche, costituisce un punto di incontro/scontro di comunità e popoli fra loro molto diversi. Un po’ come le trame degli abiti tipici della signora gorana: colori forti, vivi, accostati e intrecciati.

Anna

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