Riflessioni sparse

Nairobi è “il luogo dell’acqua fresca”

Grattacieli e baraccopoli

Hilton hotel e slum di Kibera da un milione di abitanti

Matatu (piccoli bus) il cui prezzo cambia, per la stessa tratta, a seconda dell’ora

Matatu la cui tratta cambia a seconda del traffico, della discrezione dell’autista e del makanga

Non chiamare makanga colui che raccoglie i soldi sul matatu perché è offensivo

Sbattere sempre la testa se, disgraziatamente, ci si ritrova nei sedili in fondo al matatu

Cercare di ignorare la musica foratimpani nei matatu

Non fermarsi al semaforo rosso e traffico impazzito

Bruciare l’immondizia per strada, ma non poter fumare all’aperto

Vendita di sigarette sciolte

Askhari (guardie private), cancelli e filo spinato intorno ad ogni casa

Persone che ti salutano anche se non ti conoscono

Persone che ti salutano, rispondendo con un “fine” al tuo “hi” (trasposizione fedele di “habari yako” “Nzuri”)

I pregiudizi che ogni tribù ha rispetto ad ogni altra
Kikuyu, mercanti e ladri
Masai, ignoranti e innamorati delle loro mucche
Luo, studiosi e volitivi con le donne (soprattutto se ne incontrano una di pelle più chiara)

Ogni abitante che ti dirà di essere un cugino di Obama o almeno di provenire dalla sua stessa tribù (Luo, quelli studiosi e volitivi con le donne)

Essere chiamato mzungu (bianco) per strada, ma madam, sister, dada (sorella) se invece vogliono proporti un affare (per gli uomini, sir o rafiki-amico)

Mercanteggiare costantemente il prezzo di qualsiasi cosa (matatu compresi)

Tentare di parlare un inglese decente e vedere che se non pronunci “DRI” il “three”, non ti capiscono

“Town” che diventa “tao”

Lo Swahili corrotto per eccellenza

Il Nairobi National Park, splendido parco in cui vedere gli animali col profilo della città alle spalle

La miraa, sorta di droga legale

Da 10 anni all’ergastolo per qualsiasi altra droga (protezionismo?)

Chiedere del bomb blast (luogo in cui sorgeva l’Ambasciata americana, prima di essere distrutta dall’attentato di Al Qaeda del 1998), come punto di riferimento universale

Chiedere di River Road e sentirsi rispondere: “Perché ci devi andare? È pericoloso!”, anche in pieno giorno

La gran parte degli abitanti che non ha mai visto il mare

Un clima splendido nonostante i 1700 di altezza (più di Courmayeur)

Nairobbery: “Nairobi” + “robbery” (rapina)…commenti superflui

Nairobi è una città infernale: contraddittoria e pericolosa, violenta e affascinante.

Daniela Rana, servizio civile a Nairobi (Kenya) – giugno 2010
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5 pensieri su “Riflessioni sparse

  1. mi sono immersa nella tue parole Dani, e per un attimo ho avuto davanti ai miei occhi Nairobi: “contradditoria e pericolosa, violenta e affascinante”
    ti abbraccio!

  2. Fantastico riassunto di Nairobbery, però dani hai dimenticato il “Safe Journey” che ti dicono prima di ogni viaggio, indimenticabilmente pronunciato Save Gianni (Salva Gianni!).

  3. Ciao ragazzi!
    Ciao Emma cara, grazie mille per il tuo commento! Era proprio l’affresco che volevo presentare a chi Nairobi non l’ha mai vista…Ti abbraccio forte!
    Raffaele, vivi a Nairobbery anche tu?
    Un salutone!
    Dani

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