Riflessione sulla libertà

Libertà di movimento. Questo è uno dei diritti di cui i cittadini della Bosnia Erzegovina si sentono maggiormente privati. Su due diversi fronti.

Il primo riguarda l’attesa della liberalizzazione dei visti che porterà all’entrata del paese nell’area Schengen, ma a tutt’oggi sempre e soltanto promessa (le ultime voci parlano del 2 giugno prossimo). Questa situazione pesa ancor di più dal momento che i paesi confinanti e tutti i cittadini bosniaci con passaporti serbi o croati non sono invece soggetti a tale restrizione.

Il secondo, per me ancor più meschino perché frutto dell’assurdità e crudeltà della guerra, è l’impossibilità di essere liberi di percorrere in lungo e in largo il paese. La presenza di mine in gran parte del territorio rende quindi la libertà di movimento preclusa anche all’interno dei confini nazionali! Vedere pianure e valli sconfinate, montagne affascinanti che suscitano la voglia di avventurarsi alla loro scoperta, o anche semplicemente il poter ruzzolare e correre in un campo aperto…e poi dover rinunciare perché situate in zone minate, fa riflettere su come debba essere difficile dover convivere con questo pericolo costante e quindi dover rinunciare ingiustamente a godersi le meraviglie della natura di questo paese!

La sensazione che ho potuto captare nel parlare con i locali è risultata essere una sorta di limitazione, quasi segregazione, in aree ben confinate all’interno e verso l’esterno del loro paese.

Questa riflessione vuole essere solo uno spunto per meditare sulla libertà di cui noi godiamo quotidianamente, ma che spesso diamo per scontata e scordiamo di considerare preziosa e non alla portata di tutti!

Ellen Belardi, Servizio Civile a Bihac (Bosnia Erzegovina) – aprile 2010
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Un pensiero su “Riflessione sulla libertà

  1. gia…hai perfettamente ragione. anch’io più volte mi sono soffermata a pensare alla semplice parola libertà…che per noi è davvero semplice, ma per molti è il sogno di vivere normali, di vivere in pace, senza paura, senza quella quotidiana lotta di sopravvivenza a una dittatura, alla povertà, alla banale falsità di un potere…già come hai scritto te il “rotolarsi” semplicemente in un prato, il correre spensierati su una collina rappresenta al meglio quella libertà che non è per niente scontata e che a volte davvero ci dimentichiamo di avere… mi rendo conto di avere la fortuna di poter scegliere, di scegliere se correre o meno su una collina qui nel mio paese, di prendere e visitare un nuovo posto, di esporre un mio giudizio su un politico o chi altro e poter regalare anche un po’ di questa mia libertà a chi mi sta intorno semplicemente guardando nella stessa direzione oltre quella collina, oltre quel bellissimo prato verde facendosi trasportare dal soffio della speranza che è vita.

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