Il passato ritorna. Il passato vive.

Consideriamo questa frase di Anna Arendt: “Possiamo umanizzare ciò che avviene nel mondo e dentro di noi soltanto attraverso le parole, ed è parlandone che impariamo ad essere umani”.

Le parole però devono essere articolate in modo corretto, parole dette tanto per dire, o parole che non sanno ascoltare l’altro, non fanno di noi un essere umano, “degno di respirare”.

Il passato viene raccontato attraverso i nostri racconti, le nostre esperienze, la storia, come dice un noto cantautore italiano, siamo noi.

Noi dunque creiamo la Storia, la Storia del nostro paese.

Raccontare la Storia del paese in cui si vive per noi italiani è leggere la storia scritta sui libri di scuola, narrata dai nostri nonni. Il passato è passato e il presente lo stiamo costruendo con uno sguardo, a volte troppo lontano e disattento, a quel passato.

In Kosovo, invece, è diverso; il passato è inesorabilmente legato al presente. Il presente vive del passato, o meglio, il passato è una fiamma ancora accesa.

Ad ogni modo chi arriva per la prima volta in Kosovo percepisce così un’atmosfera in cui respira nello stesso tempo sia il difficile e tragico passato, sia la volontà presente di formare un futuro migliore. Questo particolare legame tra presente e passato costruisce il Mito, il mito della storia.

Quindi confrontarsi con questa realtà per noi non è semplice, e allo stesso modo non è semplice nemmeno per chi invece vive in questa atmosfera capire noi, “lo straniero”, che ha, molte volte, un semplice sguardo sulla Storia.

Ecco due modi differenti di affacciarsi al mondo e alla vita. Riuscire a capire il mondo diverso che è davanti a noi è interagire con l’altro attraverso l’uso corretto della Parola che ascolta, riflette e si esprime con quella giusta curiosità che è parte di ogni essere umano che vuole imparare e porre lo sguardo attento sulla bellezza della diversità. Quando si conquista questa bellezza, si conquista la reciproca conoscenza che è un intelligente scambio di visioni e considerazioni sul passato, il presente e il futuro sul mondo, sulla vita.

In generale questo scambio reciproco di visioni differenti non è facile ottenerlo; dato che, come spesso capita, ognuno tende a valorizzare il proprio punto di vista, pensando semplicemente di aver la ragione sull’altro. In questo modo si creano incomprensioni, difficili poi da risolvere.

L’invito semplice e chiaro che io possa fare è dunque quello di imparare ad ascoltare non solo le nostre parole, ma anche quelle diverse che possono aiutarci a migliorare il nostro presente e a sperare in un futuro che abbia imparato gli errori della nostra Storia.

Emma Riva
Servizio Civile a Prizren (Kosovo) – febbraio 2010
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2 thoughts on “Il passato ritorna. Il passato vive.

  1. Bellissimo articolo, emma. Molto felice di trovare qualcuno che sappia capire e trasmettere la matassa balcanica (a differenze di me, che, a distanza di tempo annego ancora in mille dubbi e perché su questo matto paese!). un grande abbraccio

  2. Sì, anche io concordo!

    Brava Emma…imparare ad ascoltare non solo le nostre parole, ma anche quelle diverse. Questo articolo è bellissimo,

    anche io ti abbraccio!

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