Protezione civile nel paese delle aquile

Scutari, Albania, ore 10 del mattino del 15 dicembre, è una giornata uggiosa, piove e fa freddo, ma tutto è pronto per la prova d’evacuazione degli studenti di due classi della scuola Martin Camaj.

Lo scenario ipotizzato per la simulazione è il verificarsi di un terremoto; fautrice di questa ammirabile iniziativa, prima nel suo genere in Albania, è l’associazione I Care composta da giovani volontari autoctoni che circa due anni fa, grazie all’aiuto di Don Carlo, hanno costituito questa realtà che tende a promuovere lo sviluppo sociale; il supporto in ambito scolastico e, non meno importante, aiutare i poveri con la realizzazione di un servizio mensa. L’associazione è nata ispirandosi al “mi prendo cura”, “mi interesso” di Don Milani e alla sua esperienza a Barbiana. Le attività portate avanti da questa associazione sono realizzate con la collaborazione di IPSIA, che è presente sul territorio scutarino con i ragazzi del Servizio Civile Nazionale già da diversi anni, i quali aiutano I Care per il servizio mensa e per la gestione della biblioteca pensata come centro culturale e di ritrovo.

La mattinata è organizzata con accuratezza e precisione, grazie anche al supporto dato dalla Protezione Civile Nazionale Italiana presente con la delegazione della Venerabile Misericordia di Firenze, la prima associazione di volontariato al mondo risalente al lontano 1240, al cui interno è presente l’associazione Sacra Vita che si occupa di protezione civile.
Dall’Italia è arrivato anche il responsabile nazionale rischio sismico, dott. Elvezio Galanti, a conferma del legame tra i due Paesi e della volontà di sostenere la creazione di una protezione civile volontaria albanese.

L’intesa è stata creata anche tra l’associazione I Care e i diversi enti pubblici comunali, in primis la prefettura e il comune, infatti, per la simulazione sono presenti, e pronti all’azione, le forze dell’ordine, che bloccano l’accesso alle strade; i vigili del fuoco, che intervengono in seguito all’evacuazione per le operazioni di ricerca dei feriti; i medici dell’esercito e dell’ospedale civile limitrofo, che prestano le prime cure mediche agli studenti “feriti immaginari” nel campo d’emergenza organizzato nella piazza Isa Boletini davanti la scuola; e, infine, le ambulanze pronte a sfrecciare a sirene spiegate per portare gli stessi feriti all’ospedale cittadino.

Alcuni dei quindici volontari di I Care si sono occupati di fare uscire gli studenti dalla scuola creando una colonna di persone, altri hanno indirizzato il flusso al campo-tenda.
I volontari hanno focalizzato il loro impegno, oltre sull’organizzazione dello scenario nei minimi particolari, anche sulla formazione all’interno della scuola circa i comportamenti da tenere in caso di scossa sismica.

Le operazioni si sono svolte simultaneamente e in maniera egregiamente sincronizzata, di conseguenza, l’esercitazione si è conclusa con il plauso di tutti i presenti e partecipanti, anche i media albanesi hanno seguito con attenzione l’evento.

Dati questi risultati ottenuti, si è deciso di programmare un’altra prova d’evacuazione prevista per gennaio-febbraio del nuovo anno, sempre in cooperazione con l’associazione italiana Sacra Vita di Firenze che segue e incoraggia i ragazzi di I Care da tempo e che ha permesso ad alcuni di loro di fare un’esperienza sul campo: in Abruzzo, dopo il tragico terremoto dell’aprile scorso.

L’Albania è un territorio ad alto rischio sismico, infatti, proprio in questi giorni, sono state percepite dalla popolazione alcune scosse, fortunatamente lievi, nel sud del Paese. Perciò, a maggior ragione, un lavoro del genere, insieme all’impegno nel portarlo avanti e alla necessità di sensibilizzare le persone sui rischi sismici e le relative condotte da seguire, diventa prezioso per l’intera comunità.

Annagrazia Faraca
servizio civile a Scutari (Albania) – dicembre 2009

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