POLAKO, POLAKO VERSO LA BOSNIA

Il 10 dicembre mattina, da Milano, è salpata l’auto che ha accompagnato verso l’avventura bosniaca di servizio civile Ellen (26 anni di Roma) e Vittorio (24 anni di Milano). A bordo, anzi al volante, Daniele Socciarelli, il “Grande Fratello” dall’Italia per i due servizi civili durante tutto l’anno, e specialmente durante i primi due mesi (infatti al momento, un progetto IPSIA in Bosnia ancora non è iniziato). Il progressivo avvicinarsi alla meta e la presenza di Daniele hanno permesso ai due novelli servizi civili di calarsi gradualmente nella curiosa (e spesso complessa) realtà bosniaca.
Grazie ad un tour di cinque giorni organizzato a tappe si è subito potuto entrare in relazione con persone e luoghi chiave di quella che sarà l’esperienza di servizio di quest’anno. In particolare nella prima tappa, a Bosanska Krupa, si è potuto vedere e conoscere un luogo che è il cuore pulsante dei progetti di IPSIA e TL in Bosnia, oltre che conoscere Emir e Nečko. Questi ultimi sono due allenatori della squadra locale di calcio e l’estate scorsa, insieme ad IPSIA e l’Open Fan Football, hanno tenuto un campo sportivo estivo che ha avuto grande successo, con tanto di articoli sulla stampa nazionale e premi internazionali. Quest’esperienza si ripeterà l’estate prossima, e i due allenatori non vedono l’ora d’iniziare a mettersi sotto per la prossima organizzazione, quindi questo primo contatto sarà fondamentale da qui a qualche tempo. Nella seconda tappa a Bihać (sede del progetto che avrà inizio a marzo) si è entrati in relazione con la viva città universitaria e con Paola Lucchesi (rappresentante e fondatrice dell’associazione Centar za Odrzivi Razvoi “UNA”) che sarà, sempre da marzo, partner locale del progetto. Da Bihać la carovana si sposta quindi a Sarajevo, tappa indispensabile per cominciare a vivere la Bosnia. A Sarajevo tra le varie cose, si visita anche il Tito Bar, un locale nostalgico dell’epoca socialista, frequentato da giovani ed emblematico per capire l’aria che si respira qui ed il radicamento al passato recente ancora in voga. E’ qui che, sotto le foto del maresciallo Tito, Daniele, Ellen e Vittorio parlano per lungo tempo dell’attuale e difficile situazione politico-economica del Paese balcanico, riunendo discorsi un po’ rassegnati raccolti dalle persone incontrate fino a quel momento. E’ una discussione utile ed importante, per fare il punto della situazione su una realtà stagnante e poco proiettata verso il futuro.

La moschea Nezir-Agina, Mostar (Bosnia Erzegovina)

Capire ciò è necessario ad Ellen e Vittorio che dovranno lavorare con i giovani bosniaci e, soprattutto, lo dovranno fare a Mostar, dove la divisione tra nazionalità è netta e non c’è un sindaco da 14 mesi! Alla fine proprio a Mostar si arriva e ci si stanzia.

Questi primi due mesi serviranno ad Ellen e Vittorio per ambientarsi e prendere contatti e misure con diverse associazioni e persone locali. In particolar modo, faranno uno stage presso LDA di Mostar, un’associazione per la democratizzazione, con la quale collaborarono già IPSIA stessa ed i servizi civili di due anni fa. Oltre allo stage, Vittorio ed Ellen hanno cominciato un corso di lingua serbo-croata con l’insegnante Dario Terzić, importante giornalista mostarino e conduttore radiofonico di Radio X di Mostar. E sotto 20 cm di neve ed i suggestivi minareti, anch’essi imbiancati, l’avventura ha inizio!

Ellen Belardi
Servizio civile in Bosnia Erzegovina – dicembre 2009

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