Se viaggiare in campagna aiuta a comprendere la città

La gente abita in villaggi composti da case sparse, di solito senza acqua ed elettricità. Tutti i servizi (innanzitutto scuole e sanità) tendono ad essere concentrati nei centri urbani, i migliori tutti a Nairobi. I contadini praticano un’agricoltura che, almeno in queste regioni, permette di sfamarsi senza troppe difficoltà ma non consente mai un accumulo anche minimo di denaro. Realizzare qualsiasi investimento è quindi un’impresa a dir poco ardua, possibile solo con l’aiuto di partenti che abitano in città, o istituzioni e ONG che anch’esse abbondano soprattutto a Nairobi. La decisione di lasciare il proprio luogo di origine diventa allora più comprensibile, anche se, allo stesso tempo, il legame con la campagna rimane molto presente. Tutti cercano di passare i momenti di festa in campagna con i propri parenti e, soprattutto, seppelliscono i propri defunti nella terra di origine della propria famiglia. Osservando queste pratiche si arriva ho compreso meglio il senso di sradicamento che accomuna gran parte degli abitanti di questa enorme, insensata, metropoli.

Martino Ghielmi
Servizio Civile a Nairobi – Kenya 2008/2009
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